Agosto 31, 2026

SFDR 2.0: ecco cosa c’è da sapere: cosa cambierà, chi riguarda la riforma e quando entrerà in vigore

L'UE sta attualmente riscrivendo l’SFDR, ovvero le norme che regolano il modo in cui i fondi presentano le proprie credenziali in fatto di sostenibilità. La versione 2.0 del regolamento gode in linea di principio di un ampio sostegno, ma non è stata ancora approvata a causa della complessità della sua attuazione, che avrà un impatto significativo su un gran numero di fondi.


La riforma, denominata SFDR 2.0, ha già superato due dei tre passaggi istituzionali necessari. Sebbene non si sia ancora arrivati alla fase del trilogo, si tratta di un’area di grande importanza che richiede un’attenta pianificazione prima ancora dell’approvazione definitiva della norma. 

Cosa propone l’SFDR 2.0

Il regolamento (UE) 2019/2088, relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (Sustainable Finance Disclosure Regulation, SFDR), è in vigore dal 10 marzo 2021. Nell’attuale quadro normativo, i prodotti possono ricadere sotto l’articolo 6 (nessuna sostenibilità dichiarata), l’articolo 8 (prodotti che promuovono caratteristiche ambientali o sociali) o l’articolo 9 (prodotti con un obiettivo di investimento sostenibile). 

Il 20 novembre 2025, la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta volta a sostituire l’attuale regime con tre categorie, in cui i prodotti possono rientrare su base volontaria, dette “Sustainable” (Sostenibilità), “Transition” (Transizione) e “ESG Basics” (ESG base).  

Ciascuna di esse prevede criteri prestabiliti, tra cui il requisito generale che almeno il 70% del portafoglio contribuisca al perseguimento della strategia in questione. Tra le specifiche modifiche apportate al quadro normativo, tre spiccano in particolar modo:  

  • Le categorie vanno a sostituire gli articoli sull’informativa.  

La proposta passa da un quadro normativo basato sull’informativa a un sistema di etichettatura dei prodotti fondato su criteri minimi.  

  • La definizione di investimento sostenibile scompare.  

La definizione di cui all’articolo 2, paragrafo 17 viene soppressa e ogni categoria è accompagnata da criteri minimi che definiscono i prodotti che vi rientrano. 

  • I modelli vengono semplificati.  

Le tre categorie sono associate a modelli semplificati e regole più chiare in materia di dichiarazioni relative alla sostenibilità e all’impatto, fatto accolto con favore da PRI (Principles for Responsible Investment) in quanto miglioramento in termini di usabilità e tutela degli investitori. I modelli sono stati semplificati, ma dovranno comunque essere compilati in ogni lingua e per ogni prodotto.  

SFDR 2.0: a chi si applica

Il regime attuale si applica ai gestori di fondi alternativi (AIFM) autorizzati ai sensi della direttiva AIFMD, alle società di gestione di OICVM e alle imprese di investimento soggette alla MiFID II che forniscono servizi di gestione del portafoglio o di consulenza in materia di investimenti, oltre ai creatori di prodotti di investimento assicurativi ai sensi della direttiva sulla distribuzione assicurativa (Insurance Distribution Directive, IDD).  

Appare al momento probabile che il raggio d’azione del regime venga ulteriormente ampliato, con l’inclusione esplicita dei prodotti di investimento al dettaglio preassemblati (packaged retail investment product, PRIPS), per far sì che si applichi un unico approccio a tutti i prodotti destinati agli investitori al dettaglio.  

In parole povere, se la tua azienda crea o distribuisce fondi commercializzati nell’UE la cui documentazione contenga anche solo un riferimento alla sostenibilità, l’SFDR 2.0 ti riguarda. 

A che punto è l’iter di approvazione della riforma ad agosto 2026

La Commissione ha pubblicato la sua ultima proposta nel novembre 2025. 

La commissione ECON del Parlamento ha pubblicato il suo progetto di relazione il 28 aprile 2026, andando in alcuni punti oltre la proposta della Commissione, ovvero alzando la soglia minima degli investimenti conformi alla tassonomia fino al 20% sia per la categoria “Sostenibilità” che per quella “Transizione”, e suggerendo di applicare l’intero elenco degli indicatori obbligatori relativi ai principali impatti negativi a tutte le categorie, compresa quella “ESG base”.  

Il Consiglio ha definito la propria posizione negoziale il 24 giugno 2026 e, secondo quanto riferito, la votazione della commissione ECON è stata rinviata a settembre 2026. Il trilogo non potrà avere inizio finché il Parlamento non avrà stabilito la sua posizione.  

Due questioni restano ancora aperte: fino a che punto la categoria “Transizione” debba includere le società operanti nel settore dei combustibili fossili che perseguono una strategia di transizione credibile, e se i fondi di investimento alternativi offerti esclusivamente agli investitori professionali debbano essere esclusi del tutto dal regime di classificazione. 

Tempistiche realistiche di entrata in vigore

Il Parlamento dovrebbe decidere la sua posizione in autunno. Seguiranno poi il trilogo, l’adozione formale, la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e l’entrata in vigore. Il Consiglio ha proposto di estendere il periodo di transizione da 18 a 24 mesi a partire dall’entrata in vigore, estensione che, a quanto risulta dai documenti pubblicati, è sostenuta anche dall’ECON. Proskauer Rose LLP 

In base a queste informazioni, la norma dovrebbe entrare pienamente in vigore nel corso del 2029. 

Perché è importante prepararsi fin da ora

Quando un prodotto cambia categoria, l’allegato precontrattuale, la relazione periodica, le informazioni pubblicate sul sito web, il prospetto informativo e i materiali promozionali devono essere tutti aggiornati di conseguenza. Nel caso di un fondo distribuito in tutta l’UE, ciascuno di tali documenti è disponibile in un gran numero di lingue e ogni versione deve riportare gli stessi termini definiti, ciascuno con lo stesso significato.  

Per il momento, ci sono tre azioni che daranno i loro frutti a prescindere dall’esito del trilogo. 

  • Definire la terminologia.  

Le etichette delle categorie non sono definitive. Nel corso delle discussioni in seno al Consiglio, la presidenza cipriota ha ventilato la possibilità di abbinare i termini “ESG” o “sostenibile” ad attributi come “base” e “avanzato” per rendere evidente la gerarchia tra le categorie. Qualunque sia la formulazione definitiva, per ogni lingua dovrà esserci un’unica versione prestabilita da applicare in ogni contesto. Iniziare a creare glossari e risorse linguistiche già da ora, senza scadenze ravvicinate, costa poco e consente di dedicare a quest’attività il tempo che merita.  

  • Rivedere la documentazione.  

Qualsiasi testo esistente, in qualsiasi lingua, che faccia riferimento all’investimento sostenibile secondo la definizione contenuta in tale articolo perderà di efficacia a partire dal giorno in cui entrerà in vigore il nuovo regime. Puoi scoprire dove si trova questa formula nel tuo set di documenti oggi stesso con un audit dei contenuti

  • Stabilire chi farà cosa.  

Il lavoro sulla documentazione si concentrerà in un breve lasso di tempo prima della data di entrata in vigore, riguardando tutta la gamma di prodotti interessata, in tutte le lingue di distribuzione, contemporaneamente.  

L’ultima volta che è successo, nel 2022, le aziende che ne sono uscite bene non sono state quelle che hanno indovinato per prime le regole, bensì quelle che avevano già stabilito la terminologia, rivisto la documentazione e deciso chi avrebbe fatto cosa. Per farlo, serve che qualcuno si faccia carico di tutto ciò prima ancora che si sappia la scadenza.

Come possiamo aiutarti

Dal 1998 affianchiamo gestori patrimoniali, amministratori di fondi e banche private in ogni importante transizione in materia di informativa, compresa l’introduzione iniziale dell’SFDR e l’ondata di riclassificazioni che ne è seguita. 

Le nostre soluzioni legate ai contenuti nel settore della gestione di fondi e investimenti coprono prospetti informativi, schede informative, KID, KIID, allegati SFDR e relazioni periodiche, con l’aiuto di glossari multilingue approvati e memorie di traduzione che garantiscono la coerenza dei termini definiti in ogni mercato in cui la tua azienda distribuisce i suoi prodotti.  

Per un quadro più completo sulla gestione dei contenuti regolamentati in diverse lingue, dai un’occhiata alla nostra guida su traduzione di contenuti regolamentati e compliance nel settore finanziario

Domande frequenti
A employer stands up from her desk and shakes the hand of a new employee after a successful recruitment both are smiling
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Se stai valutando in che modo l'SFDR 2.0 influirà sulla documentazione relativa ai fondi della tua azienda nei vari mercati, il nostro team di consulenti specializzati può aiutarti.

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Traduzione di contenuti regolamentati e compliance nel settore finanziario

Per società di gestione degli investimenti, banche, compagnie assicurative e altri istituti finanziari, tradurre contenuti multilingue comporta rischi significativi in termini di brand e conformità. Si tratta di un'attività che va ben oltre una semplice trasposizione parola per parola, richiedendo una serie di elementi che vanno da flussi di lavoro sottoponibili ad audit e dalla sicurezza dei dati fino al rispetto delle diverse normative applicabili.